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Forum: La Posta degli Amici di Burraconline

Quattro risate, riflessioni, scambi di idee, e tanto altro.

Argomento: l'insostenibile leggerezza della follia.

touchandgo
touchandgo

Iscriz: mar 2016
Post: 53
 
12/04/2017 12:48:59
L’insostenibile leggerezza della follia.
Strano il loro rapporto, assenze e riapparizioni seguivano un ritmo scandito da una enorme pendola che si divertiva sicuramente nel non portare il tempo, quello giusto. Era avaro nei loro confronti il tempo; si comportava come un amante geloso, incapace di comprendere le proprie manchevolezze e sempre pronto a trovare qualcosa o qualcuno su cui e di cui eccepire. Ma intanto passava, come un treno in corsa su un binario di cui non si vedeva la fine; ma la fine doveva pur essere da qualche parte. Forse in una grande città? O in un paesino adagiato in riva al mare? Che se poi ti fermi a guardare un treno, con animo di fanciullo, ti viene spontaneo immaginare altri luoghi, altre genti, altre vite; e vorresti salire su quel treno, prenderlo al volo, lasciarti portare; per scoprire cosa o chi non lo sai; solo per il piacere di provare, provarci, svelare cosa c’è alla fine? O per altro?
Alla fine, ci deve pur essere qualcosa o qualcuno; magari qualcuno che lo attende quel treno, con trepidazione e gioia crescente.
E questo è stupefacente, folle ma vero, tra le tante fermate c’è quella giusta, quella che rende quel treno unico pur se uguale agli altri.
Doveva assolutamente regolare quella benedetta pendola; magari la rompeva se non ci riusciva.
Ah, e doveva anche capire quale treno fosse quello giusto.
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emoXmoplen
emoXmoplen

Iscriz: mar 2015
Post: 9
 
27/09/2017 14:55:49
E' lo scorrere inesorabile della vita.....
touchandgo
touchandgo

Iscriz: mar 2016
Post: 53
 
28/09/2017 13:20:57
Più che scorrere la vita corre; inesorabilmente certo. Tu la rincorri, sperando alla fine di acchiapparla, ma lei scatta di nuovo. Sembra un gioco che si protrae sempre uguale, guai a distrarsi o a cadere ti dici; ma sai bene che le cadute sono previste. Non sai nemmeno bene se convenga guardarsi indietro, verso la strada che hai già percorso; pare che non funzioni, almeno così dicono. Devi guardare solo avanti, dimenticare quel benedetto orologio, cercare di cogliere il bene che ti viene elargito e tenere pure conto del male in cui inciampi, anche questo appartiene al gioco.
Devo lasciar perdere i treni ed i binari:
"Vicino alle rotaie c'è una bottiglia di vetro rotta, dei mozziconi di sigarette, una rivista scolorita dal sole, uno specchietto da borsetta, 2 centesimi. Nell'attesa del treno fumo; ma anche la sigaretta ha cambiato sapore ed odore; il fumo sale pigro, lento. Prima qui vicino c'era anche un piccolo corso d'acqua limpidissimo ove era facile vedere le rane che pigramente prendevano il sole, a volte spaventate dalla sua presenza spiccavano un balzo dal sasso tuffandosi nell'acqua. Lui sorrideva sempre a quella scena, amava le rane ed il piccolo ruscello che scorreva placido e quel posto gli portava sempre alla mente lo scorrere placido del grande fiume Don. Ora quei pensieri si perdevano nella nebbia che la pendola diffondeva sempre più velocemente.
Avanziamo a fatica spesso, non sempre sono rose e viole; lo sapeva bene; ma non riusciva a cambiare. Se guardava un treno riviveva un momento, se volgeva lo sguardo alla luna era lo stesso, il mare poi lo stupiva sempre, aveva il suo stesso carattere e per questo lo amava smisuratamente e appena poteva si recava sulle sue rive.
Il mare, quante storie ci potrebbe raccontare?
Ma questa è un'altra storia.
Magari qualcuno potrebbe narrarne.
Senza dimenticare il tempo, mai.
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